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ANA-Quest 1

Page history last edited by andrea 11 years, 6 months ago

1.Le Ragioni della ricerca: perché il questionario

L'attivazione del sito e gli scambi ad esso connessi hanno spinto ad effettuate alcune semplici riflessioni legate alle problematiche occupazionali.

Le riflessioni effettuate e gli scambi di idee avuti hanno permesso di comprendere che spesso le cose non funzionano perchè si affrontano con sufficienza, con scarso impegno, ovvero 'facendo come si è sempre fatto'. Dando cioè per scontato ciò che probabilmente non lo è in assoluto, ma che la velocità di evoluzione delle organizzazioni sociali rende sempre meno stabile e, quindi, necessario di continue verifiche.

C'è quello che vediamo o vediamo quello che c'è?

giovane di spalle o ritratto di vecchia?

Leggendo l'interessante articolo di Silvano Del Lungo riportato nel nostro sito ci si rende conto della profondità e ricchezza che il termine LAVORO ha rappresentato nei secoli. Ci si rende altresì conto che molto spesso l'uomo ha guardato a questa attività, perchè di attività umana si tratta, cogliendone l'aspetto 'oneroso', 'doloroso'. Questo aspetto, particolarmente sentito, ha portato ad annullare tutti gli altri 'punti di vista'.

Il problema che ci ha spinto ad effettuare la ricerca è tutto qui: non siamo riusciti a trovare un luogo sulla 'rete' dove si rifletta su questo. Ovunque si dà per acquisito e definito il significato di LAVORO!

A nostro modesto avviso, ciò, non solo è diseducativo, ma, soprattutto, mina alla base l'approccio e la ricerca del Lavoro.

Ciò è vero soprattutto per coloro che in questo mondo del lavoro ci debbono ancora entrare, e quindi non lo conoscono. Ma anche per coloro che hanno avuto modo di conoscerlo e, per diversi motivi, legati alla mansione, alla loro sensibilità o al tipo di organizzazione in cui erano inseriti, non sono riusciti a cogliere se non il 'solito' aspetto del LAVORO. 

L'obiettivo, come accennato, era quello di cercare di 'mettere a fuoco', oggi, nell'attuale organizzazione sociale, cosa sia il Lavoro.

 

papera o conoglio?

Probabilmente i significati che si collocano agli estremi dell''asse' delle possibili definizioni sono:

A) la biblica maledizione abbattutasi sull'uomo dopo il 'peccato originale':'...e tu uomo lavorerai con il sudore della fronte ';

B) essenza della vita e massima realizzazione dell'uomo.

Si comprende bene che affrontare il mondo del lavoro con l'una o l'altra concezione non è certo facile. Entrambe possono produrre, in chi è in cerca di occupazione, una sorta di frustrazione, timore, preoccupazione panico. Da un lato per la preoccupazione fisica (la fatica) dall'altra per quella psichica (stress da performance).

Di conseguenza questo atteggiamento crea ostilità, da un lato e 'furbizie,' dall'altro.

Peccato, basterebbe scrollarsi di dosso una serie di retaggi storici, di nozioni ideologiche e guardare attentamente l'attuale organizzazione delle società occidentali. Sarebbe facile comprendere che non tutte le attività che l'uomo svolge con fatica sono 'Lavoro', nè che quelle piacevoli non lo sono.... Si pensi all'attività sportiva che sempre più persone svolgono e che, molto spesso è necessario  pagare per svolgerle (affitto del campo, abbonamento della palestra, associazione di ballo...). Oppure altre attività faticose o 'intellettualmente impegnative' (giardinaggio, modellismo, collezionismo, pittura, scultura, falegnameria... ) possono non essere considerate Lavoro a seconda delle condizioni e dei motivi per cui vengono svolte. 

Utilizzando 'il buon senso' si potrebbe obiettare: ma come il 'giardiniere' è un lavoratore, il falegname anche! Senza rendersi conto, al contrario, che l'attività 'artistica' di scultura e pittura, ancora una volta contrariamente al 'senso comune', possono essere un vero e proprio Lavoro!

Se questo è vero ci deve essere una discriminante per segnare lo spartiacque tra diletto (da cui dilettante) e professione!

La discriminante c'è e con la nostra indagine vorremmo proprio andarne a verificare il livello di consapevolezza esistente. Da questa ricerca, quindi potrebbe emergere un significativo aiuto al chiarimento ed alla messa a fuoco di questo elemento discriminante; se ciò accadesse, sarebbe il più grande contributo che si potrebbe dare alla ricerca del LAVORO. Tuttavia  la sola attività di riflessione sul problema, anche indipendentemente dalla unanimità attorno alla soluzione, sarà un significativo passo in avanti verso un atteggiamento proattivo nella ricerca del lavoro.

 

LA DISCRIMINANTE

Ma la discriminante, Cos'è, e perchè è così importante?

In genere la discriminante viene identificata nella 'remunerazione'.

Se c'è è Lavoro, se NON c'è non lo è!

Questa soluzione, è, nel nostro esempio, il reciproco della febbre in medicina: se c'è siamo malati, se non c'è non lo siamo!

Ma sappiamo che in medicina come in tanti altri ambiti, conoscere gli Effetti è utile, ma è necessario conoscere le Cause per poter 'i n t e r v e n i r e'!

1      se abbiamo la febbre sappiamo che dobbiamo stare riguardati;

1      se sappiamo perché l' abbiamo, AGIAMO, per eliminare il problema!

Ritornando al nostro ambito, la 'Causa', l'Essenza' del Lavoro è data da ciò che genera l'Effetto -> REMUNERAZIONE.

Nel momento in cui noi paghiamo qualcuno per fare sport, lo stiamo REMUNERANDO, e così mentre noi ci divertiamo (dilettiamo), qualc'un altro LAVORA!

Lavora perchè sta facendo qualcosa di utile per me che ho interesse a fare quello sport mediante il suo supporto (di infrastrutture, servizi o tecnica...)

Comprendere l'importanza di aver individuato l'elemento 'causale' che permette di conferire ad un'attività l'attributo di 'LAVORO' piuttosto che di diletto, equivale a comprendere che:

1      un Lavoro non è uguale ad un altro;

1      la stessa attività, in contesti diversi può essere diversamente considerata;

1      possiamo essere in grado di 'inventarci'' un Lavoro

1      sicuramente sapremo interpretare meglio, qualsiasi, lavoro...

Comprendere il percorso metodologico, prendere consapevolezza del contenuto intrinseco del Lavoro (la Causa) determina un capovlgimento del rapporto Lavoro-Lavoratore, capovolgimento paragonabile alla scoperta copernicana.

L'utilizzo di un' unica modalità di analisi per valutare, regolamentare:

§         i rapporti Lavoratore - ambiente di lavoro - datore di Lavoro,

§         l'essenza del concetto Lavoro

ha determinato la creazione di un universo in cui il Lavoratore era SEMPRE il centro dell'universo, anche quando questo modello non aiutava assolutamente a comprendere l' 'essenza' del Lavoro, indipendentemente dal Luogo, e dalle problematiche di rapporti di remunerazione.

Questo approccio porta ad affrontare il Lavoro piuttosto come un 'bene liberamente disponibile', invece che come una 'risorsa scarsa'.Ciò fa si che, coloro che sono in Cerca o in Ri-Cerca del Lavoro, non abbiano alcun elemento o punto di riferimento, che consenta loro di individuare, in maniera autonoma,  dove possano trovarsi quelle situazioni che sono la 'Causa' del Lavoro.

Scambiare il ruolo (che umanamente deve restare inalterato!), del Lavoratore [al centro] con quello del Lavoro [in orbita, portando quest'ultimo concetto al centro] è elemento di fondamentale importanza per:

v      Trovare Lavoro

v      Ri-Trovare Lavoro 

 

 

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